Quale scegliere tra queste suite office “gemelle”? Qual’è che si comporta meglio sotto Mac OS X? Una veloce analisi delle differenze.
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È la capostipite, le altre suite sono sue derivate, per questo motivo è stata provata per prima e la versione testata è la 3.3.0 ovvero l’ultima versione stabile disponibile in questo momento.
Il download e l’installazione sono velocissimi: la versione italiana è composta da una sola applicazione da copiare nella cartella apposita tramite una semplice operazione di trascinamento, però si nota che non sono incluse estensioni molto utili come quella per importare file pdf oppure il pacchetto di template, devono essere scaricate ed installate a parte.
Ad un primo approccio sembra completa e ben funzionante, la “lentezza” che si percepisce (anche in confronto ad altri software simili) può essere alleviata intervenendo nelle preferenze, in particolare abbassando la richiesta di memoria nella scheda “memoria principale” (limitando il numero di operazioni memorizzate e la memoria usata dalla cache grafica) e disabilitando l’utilizzo dell’ambiente runtime Java (togliendo l’apposita spunta nella scheda “Java”).
Tuttavia basta una veloce visita al pannello “Impostazioni stampante” per accorgersi che qualcosa non va.

Non è possibile scegliere il formato di stampa… e questo comporta in pratica l’impossibilità di stampare direttamente formati diversi dall’A4. Per stampare formati diversi (eventualmente impostati in openoffice tramite il menù Formato > Pagina) occorre esportare in formato PDF e stampare tramite il visualizzatore di Mac OS “Anteprima”.
Formati supportati:

Pro:
- Installazione semplice.
- Possibilità di snellire il software disabilitando il runtime Java.
Contro:
- Non si possono stampare direttamente formati diversi dall’A4.
- Molte estensioni non sono incluse nel pacchetto e vanno installate a parte.
- Pochi formati supportati
Questa suite promette una maggiore integrazione con Mac OS X, proprio ciò che cerchiamo! Tuttavia l’ultima versione non è più gratuita e perciò la versione provata è la 3.1.2 (la versione gratuita più recente).
In questo caso il download e l’installazione sono più macchinosi, dovendo scegliere tra versioni a pagamento e gratuite, tra architettura intel o powerpc, e dovendo selezionare manualmente il mirror da quale scaricare il file. Inoltre bisogna trovare e scaricare a parte il pacchetto per la localizzazione in lingua italiana e procedere all’installazione di entrambi i pacchetti, che richiedono l’inserimento della password di amministrazione e l’azionamento di diversi pulsanti in alcune finestre a comparsa.
Nella selezione delle impostazioni purtroppo si nota che non è possibile velocizzare la suite togliendo l’abilitazione del runtime Java, in quanto NeoOffice fa esteso uso di questo linguaggio e la sua disabilitazione causerebbe di fatto l’impossibilità totale di uso del software.
Andando a visualizzare il pannello “impostazioni stampante” però si nota una notevole differenza:

qui è possibile scegliere il formato di stampa e, volendo, anche creare un formato di stampa personalizzato, come in qualunque software per Mac OS X. Questa impostazione ci consente di stampare su qualsiasi formato direttamente da NeoOffice, senza passare per l’esportazione PDF.
Usando il modulo “Calc” (il foglio elettronico) però si è constatata l’impossibilità di estendere il foglio su due monitor (utile in caso di fogli di dimensioni elevate), questo probabilmente a causa di una gestione “approssimativa” della visualizzazione a schermo da parte di NeoOffice, infatti si nota anche la fastidiosa “sparizione” del contenuto della finestra in fase di ridimensionamento della stessa.
Formati supportati:

Pro:
- Corretta gestione del formato di stampa.
- Diverse estensioni incluse nel pacchetto.
Contro:
- Impossibile disabilitare runtime Java.
- Impossibile estendere foglio elettronico su due schermi.
- Installazione lunga e complessa.
È la suite “open” più “in voga” del momento. Merita senz’altro di essere provata! Si è quindi provveduto a prelevare l’ultima versione 3.3.2 dal sito.
Il download e l’installazione di LibreOffice richiedono un impegno che si potrebbe definire “medio” rispetto ad OpenOffice.org e NeoOffice, è richiesto il download separato della suite e del pacchetto di localizzazione, ma la selezione delle versioni corrette e dei mirror più vantaggiosi viene fatta automaticamente rilevando il sistema e la lingua in uso dalle impostazioni del browser. Non occorre la password dell’amministratore ed i clic necessari sono limitati all’indispensabile.
Anche in questo caso, analogamente a NeoOffice, non si può disattivare il runtime Java, ovvero è possibile disattivarlo ma provando ad usare una qualsiasi funzione di LibreOffice (che non dovrebbe richiedere Java) viene visualizzato un messaggio di errore:

cliccando su annulla in realtà il software poi funziona regolarmente ma il comportamento è abbastanza fastidioso.
Per quanto riguarda il supporto alla stampa la situazione è analoga a quella di OpenOffice.org, purtroppo non ci sono miglioramenti.
Formati supportati:

Pro:
- Estensioni incluse nel pacchetto di installazione
- Molti formati supportati
Contro:
- Non si possono stampare direttamente formati diversi dall’A4.
Conclusioni
Dall’analisi delle tre Suite purtroppo si rileva una scarsa attenzione generale degli sviluppatori al supporto della piattaforma Mac, sorprendentemente nel caso di NeoOffice, in questo caso probabilmente a causa del piccolo team che ci lavora. È quindi difficile individuare un “vincitore” tra i tre concorrenti.
Il pregio maggiore che hanno queste suite è il costo nullo o molto basso, tuttavia per quanto riguarda le versioni Mac il funzionamento è lontano dall’essere impeccabile ed in conclusione conviene risparmiarsi numerosi grattacapi investendo le poche decine di euro in una suite a basso costo come iWork.